• Enrica Ceccarini

EDUCATORI IN CANILE

Cosa ci stanno a fare gli educatori in canile? Una bella domanda, che esige un risposta seria. A volte purtroppo (soprattutto quando sono neo-diplomati) stanno lì in canile per fare pratica. Dal momento che tanto quei cani non hanno nessuno che tuteli i loro interessi e ascolti i loro bisogni, piano piano è nata la credenza che, per i cani di canile, essere seguiti da un educatore -anche inesperto- sia tutto grasso che cola. Niente di più ingiusto, a mio parere. Perché dovrebbero essere proprio quei soggetti che vivono in condizioni disagiate (e che magari hanno già attraversato molti dolori) a beneficiare di competenza, protezione e aiuti concreti. Ma vabbè, questo è un altro discorso.

Gli educatori, quelli seri, i professionisti, in canile ci sono per offrire sostegno, supporto, arricchimento sociale, ambientale e affettivo per un graduale re-inserimento nel mondo (per quanto possibile) e per dare conforto a chi ha perso tutto, o non ha mai avuto niente.

Ci sono per sostenere i cani insicuri, aiutandoli a credere in loro stessi, e per offrire almeno una mano tesa a quelli che sono già stati bollati come "difficili", "problematici" o "irrecuperabili". In canile gli educatori ci sono per fare valutazioni serie, professionali e trasparenti sui cani presenti in struttura, lavorando in sinergia con i volontari e gli operatori per garantire ad ogni ospite (o prigioniero) una qualità della vita che sia accettabile. Gli educatori, con le loro valutazioni, in canile servono per evitare che il cane "giusto" venga affidato alla persona "sbagliata" e viceversa, in modo che i fenomeni di rientro post-adozione si riducano a zero. Gli educatori fanno del loro meglio affinché su fb non si leggano più post imbecilli con scritto: "Scooby è tornato indietro!!!!" Oppure: "Stellina è stata riportata in canile dopo solo 4 giorni!!!" e giù faccine che piangono lacrime di coccodrillo. Gli educatori in canile lavorano affinché TUTTI i cani abbiano le stesse possibilità, la stessa importanza e l'identico numero di valide occasioni per lasciarsi alle spalle l'inferno e avere una nuova vita. Tutti. Anche quelli neri, o anziani, o fisicamente poco attraenti. Anche quelli che sono stati lasciati in canile come "prigionieri pericolosi", solo perché esprimono chiaramente la loro opinione. Tutti. Gli educatori, in canile, fanno del loro meglio per spiegare ai cani cosa vogliono gli esseri umani da loro. Non tirare al guinzaglio. Tornare subito indietro al primo richiamo. Non masticare le scarpe. Non saltare addosso ai bambini e altre cose così, in modo da alzare al massimo quel fatidico "indice di adottabilità" di ciascun cane. Manco fosse un gioco a punti, dove vieni scelto solo se vinci. Eppure ormai funziona davvero così. Gli educatori, in canile, fanno anche cose che non rientrano nelle loro mansioni, ma di cui magari in quel momento c'è bisogno: cambiano le coperte; medicano ferite; asciugano lacrime (di cani e di altri umani) e offrono abbracci e coccole a chi, in un momento di debolezza, si sente troppo solo per affrontare un'altra notte. E poi perché no: puliscono cacca dei cuccioli, lavano ciotole e mettono il collirio negli occhi dei vecchi che non ci vedono più. Se serve sì, fanno anche questo.

Gli educatori, in canile, si tirano spesso addosso una moltitudine di critiche e giudizi. Soprattutto quando contraddicono i volontari, non accontentano le associazioni o si esprimono negativamente su un'adozione.

Eppure il più delle volte trovano la forza per affrontare tutto questo e andare avanti con il loro lavoro. Perché sono educatori cinofili professionisti. Non mercenari. E il mestiere che fanno, lo hanno scelto come si sceglie di andare in missione per conto di Dio. Sì, in fondo gli educatori in canile sono anche un po' come i Blues Brothers. 🙂 Certo, non sono dei volontari. Il loro è un lavoro, e come tale deve essere retribuito. Anche perché spesso, con il loro "stipendio", hanno da mantenere una schiera di cani che nessun altro ha voluto. E che dopo il canile li aspetta a casa. Insomma, gli educatori, quelli veri, in canile sono preziosi, perché fanno un lavoro il più delle volte ingrato. Loro aprono canali di comunicazione, stringono accordi e trovano compromessi tra quello che vogliono gli umani e ciò di cui hanno bisogno i cani. E in tutto questo, restano sempre dalla parte dei cani. Sempre.


In foto: l'educatrice cinofila Carlotta Spadoni della Scuola Cinofila "Nessuno è Perfetto" e Micky (cane di canile) durante il lavoro in ambiente esterno in contesto urbanizzato

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