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RINO: UNA BASE SICURA

La storia di Rino non è una di quelle strappalacrime, da tragedia teatrale. Rino non ha subito abusi, violenze o abbandono. La storia di Rino è simile a quella di tantissimi altri cani che, a causa di decisioni umane prese in assoluta buonafede, vengono destinati ad una vita di incomprensioni. Ecco perché è importante raccontarla. Rino è un meticcio, nato da madre meticcia, trovata vagante per strada, incinta. Il giorno dopo essere stata accalappiata, complice probabilmente il forte stress, lei ha partorito i suoi cuccioli dentro la cella di un canile. Rino quindi, appena nato, era già un prigioniero. Purtroppo nei canili le esigenze sono tante, i mezzi pochi e gli spazi disponibili -e spesso anche le competenze- ancora meno, quindi, per esigenze della struttura, Rino e i suoi fratelli sono stati separati dalla madre a circa 35/40 giorni di vita e chiusi in una stanza, insieme ad altri cuccioli.

Fino ai due mesi sono stati accuditi, nutriti e protetti, ma senza la madre, nessuno di loro ha avuto modo di crescere in modo corretto, sviluppando le competenze necessarie per affrontare il mondo.

È importante ricordare che il tempo minimo indispensabile ai cuccioli per apprendere dalla madre nozioni importanti come la capacità di gestire la frustrazione, la strumentalizzazione del morso, l'alternanza di quiete e agitazione, l'allenamento alla solitudine/indipendenza, la gestione delle emozioni primarie e molto altro, è di 3 mesi. Ripeto: il tempo minimo indispensabile. A Rino tutto questo è mancato per cause di forza maggiore. Ma per sua fortuna a due mesi di vita è stato adottato da una splendida famiglia -alla prima esperienza con un cane- e ha ricevuto tutto l'amore e le attenzioni che fino a quel momento erano state fuori dalla sua portata. Ma la mancanza di una base sicura nel periodo infantile e per ben metà del periodo sensibile dell'apprendimento (che stando agli studi dura circa fino ai 4 mesi) aveva prodotto grossi danni. Quando ci siamo conosciuti, Rino era un adolescente molto insicuro. Manifestava comportamenti di aggressività difensiva verso le persone che cercavano di approcciarsi a lui in un modo che lui interpretava come minaccioso; soffriva di ansia ambientale (nonostante fosse stato da subito portato in giro dai suoi umani a conoscere il mondo, aveva paura di un sacco di cose!); manifestava forte disagio in un ampio ventaglio di situazioni (cosa che lo spingeva a strattonare e a cercare di liberarsi dal guinzaglio durante le passeggiate) e non riusciva a rimanere da solo a casa senza distruggere l'arredamento. I suoi umani erano demoralizzati e scoraggiati. Eppure, dentro quel cane chiuso, introverso e disastroso, si nascondeva un bellissimo Rino, ne eravamo certi. Così, unendo le forze, cominciammo a cercarlo. Insieme abbiamo lavorato non solo sulla gestione delle uscite (sia al guinzaglio che in libertà) e la creazione di una routine in passeggiata che rispettasse gli altalenanti stati emotivi di Rino, ma soprattutto sulla creazione di un legame di fiducia, ascolto, sicurezza e accoglienza tra lui e la sua famiglia umana.

Perché quello che era mancato a Rino per sentirsi bene con se stesso e con gli altri, era una base sicura.

È la madre che fornisce, di solito, tutto questo. È la madre che ascolta, protegge, tutela, infonde fiducia e si propone come base sicura per i suoi cuccioli. A volte, se questo processo non avviene nei tempi giusti, è tutto perduto. Quei cuccioli che vengono separati troppo presto dalla loro madre (anche se lei dopo un po' li scaccia, si prende tempi di assenza via via più lunghi, o non li vuole più allattare con la stessa frequenza va bene, è normale: fa tutto parte dei piani di Madre Natura) non saranno mai adulti equilibrati e maturi. Grazie al cielo con Rino siamo stati fortunati, e la sua famiglia umana ha lavorato con incredibile costanza e tantissimo impegno per colmare le lacune cognitive di Rino e imparare a fornirgli il giusto sostegno affettivo. Ad oggi il bellissimo Rino è uscito allo scoperto ed è diventato un maschio adulto, bianco e possente come una tempesta di neve. Le passeggiate non sono più un incubo e ha imparato rimanere a casa da solo senza problemi, adesso che è consapevole del proprio ruolo e delle proprie, grandi capacità. Adesso si può dire quasi quasi che le parti si siano invertite, perché nella famiglia di Rino è nata Margherita, una cucciola umana. E indovinate un po'? Assolutamente sì: Rino la accudisce e la protegge come un vero "mammo". Adesso quel cane che un tempo viveva di paure, è diventato per qualcun altro una Base Sicura.