• Enrica Ceccarini

OSCAR: ONORARE UN PATTO

Aggiornato il: 13 ott 2018



Questo bel fusto dai magnetici occhi verdi è Oscar, ha 4 anni ed è uno di quei tanti meticci figli di meticci nati "per sbaglio" e per leggerezza umana, da una cagnetta che forse neanche avrebbe aspirato a diventare madre...ma tant'è, e a volte certi "sbagli" possono trasformarsi in doni. Oscar è stato separato dalla sua mamma troppo presto e poi adottato a 2 mesi, scelto tra tutti nella cucciolata per un colpo di fulmine, come si vede accadere nei film: il cucciolo e il ragazzo si sono guardati negli occhi per un lungo momento, si sono riconosciuti e si sono scelti a vicenda. E così, con questo primo folgorante incontro, hanno stretto il loro patto di amicizia per la vita. Pur avendo avuto da subito una famiglia amorevole e una vita piena di agi, Oscar è cresciuto con alcune problematiche legate all'insicurezza, dovute forse al distacco prematuro dalla madre o forse ad alcuni fattori genetici impossibili da rintracciare. Fatto sta che Oscar soffriva della declinazione canina di quelli che i medici umani chiamano attacchi di panico. Queste crisi erano scatenate da tutti quei rumori bassi e sordi che somigliano anche solo lontanamente allo scoppio di un petardo o al rombo di un tuono in lontananza. Quando una moto accelerava sulla strada, o un cassonetto dei rifiuti si chiudeva di colpo, o il portellone di un'automobile sbatteva, Oscar si bloccava atterrito con gli occhi fuori dalle orbite, il respiro corto e il cuore in gola e voleva a tutti i costi precipitarsi sulla via del ritorno ovunque si trovasse, sia in città che in campagna. Questo problema aveva raggiunto proporzioni tali che ormai Oscar aveva creato nella sua mente una mappa ben precisa delle zone "a rischio" e si rifiutava di percorrere le strada intorno a casa sua o a volte addirittura di scendere dalla macchina se veniva portato altrove per fare una passeggiata. In quelle situazioni Oscar chiudeva ogni canale comunicativo con il mondo -suo umano compreso- e diventava incontattabile. Potete immaginare la vita che facevano Oscar e la sua famiglia durante il periodo di capodanno...

Oscar aveva creato nella sua mente una mappa ben precisa delle zone "a rischio" e si rifiutava di percorrere le strada intorno a casa sua o a volte addirittura di scendere dalla macchina se veniva portato altrove per fare una passeggiata.

Per fortuna il suo umano non è una di quelle persone che pretendono tutto e subito e non si è lasciato attrarre dalla prospettiva di mettere un collare a scorrimento sulla gola del suo cane per "guarirlo" dalle sue paure e obbligarlo a seguirlo. Eppure sarebbe stato semplice, all'inizio. Invece no: Alessandro si è ricordato del patto di rispetto e fiducia che aveva stretto con Oscar quel primo giorno e ha deciso di onorarlo mettendosi in ascolto profondo di ciò che stava accadendo tra lui e il suo amico. Ha capito che il problema comportamentale del cane aveva radici nella loro relazione sbilanciata e si è impegnato a fondo per riconquistare la fiducia assoluta di Oscar. Insieme abbiamo intrapreso un percorso riabilitativo utilizzando il gioco come motore, in modo che entrambi imparassero ad entrare in comunicazione profonda e in sintonia attraverso il movimento e la ricerca di emozioni positive. Sperimentando tanti tipi di gioco, mettendoci molto impegno e grande pazienza, umano e cane hanno raggiunto una connessione che ha dell'incredibile: adesso Oscar non si perde una mossa di ciò che il suo umano fa o propone e appena si sente in difficoltà o ha paura di qualcosa si affianca a lui e gli rivolge uno sguardo adorante che somiglia molto a quello del loro primo incontro. Ad oggi Oscar segue Alessandro come una luce. Questo è stato possibile grazie al fatto che l'umano si è messo prima di tutto in ascolto delle esigenze del suo cane: prima di giudicare, prima di pretendere, prima di obbligare, si è messo in gioco e ha chiesto ad Oscar: "Cosa posso fare per aiutarti a stare meglio insieme a me?", onorando quel patto di alleanza e collaborazione stretto millenni fa' tra il cane e l'essere umano.



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